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lunedì 18 settembre 2017

Almanacco del Mistero 2004 "DOCTEUR MYSTÈRE E GLI ORRORI DEL CASTELLO MALEDETTO" di Alfredo Castelli e Lucio Filippucci****


Alfredo Castelli è il migliore autore della SBE (e non solo) in barba a tutti gli altri vecchi e nuovi arrivati. Martyn Mystère è sempre stata la mia serie preferita tra quelle edite da Bonelli, il miglior rapporto qualità prezzo in Italia, storie degne e superiori alle osannate produzioni francesi, disegni in genere ottimi e un alto tasso di rileggibilità vista l'enorme quantità di citazioni di cui è infarcita ogni singola storia del BVZM
Docteur Mystère è anche meglio, riesce a coniugare il mistero tipico delle storie standard con un umorismo alla Max Bunker dei tempi migliori.

venerdì 15 settembre 2017

Le Leggende di Batman 2: Flyer di Howard Chaikyn e Gil Kane luglio 1996 *


Possono due leggende del fumetto fare una storia di merda? Si.
Penso che sia una delle peggiori avventure del cavaliere oscuro che abbia mai letto.
La trama sembra quella di un albo Squalo: una scienziata nazista pazza vuole trombarsi uno tipo Batman e a tal proposito si è mantenuta giovane e fertile per suggere la verga di un giovane Bruce Wayne 
La tipa  vuole il succo di pipistrello per generare una prole ariana. Chaykin è sembre stato strambo, si sa, e dispiace ancor di più vedere il grande Gil Kane asservito a cotanta miseria intellettuale.

lunedì 4 settembre 2017

Sogni: Dieci progetti Bonelli che mi piacerebbe leggere, giocare e vedere



1) La morte di Cico
Eliminando il panzone comico Zagor verrebbe lanciato nell'avventura più estrema, diventando eroe a tutto tondo e cercando vendetta. Cico è la Kriptonyte di Zagor

2) Tex contro Zagor
Sono fumetti ...si può fare. Qualche spiegone scientifico inventato e voilà!

3) Dylan Dog che svolge indagini in Italia
(lo ha mai fatto?)

lunedì 21 agosto 2017

Eroi del Monello nel 1961 (di Luca Lorenzon)


Quale occasione migliore del ritorno di Retronika, mio capro espiatorio per gli acquisti vintage, per cedere e comprare un altro po’ di vecchiume? Stavolta è toccato a un paio di numeri de Il Monello che avevo già adocchiato qualche tempo fa.
Mi sembra che questi numeri, usciti nel 1961, rappresentino un po’ un momento di transizione nell’industria fumettistica e anche nella società italiana, non più costretta nei limiti del dopoguerra ma non ancora immersa nel Boom. Questa almeno è la mia impressione. Persiste una certa tendenza moralista (che d’altra parte era la cifra stilistica dei fumetti della Universo), ma pur tra ingenuità e una certa discontinuità qualitativa ci sono esempi di grande professionalità; i personaggi sono una rimasticatura di cliché abusati ma ogni tanto c’è qualche guizzo di fantasia. Totalmente fuori tempo massimo l’uso delle didascalie in rima sotto le vignette vere e proprie, anche perché non sono obiettivamente scritte molto bene, risultando un po’ farraginose e rallentando la lettura (non aiuta poi il fatto che siano riferite alle vignette prese in coppia e non alla singola). Per fortuna solo pochi dei fumetti pubblicati presentano ancora questo artificio.
In appendice a ognuno dei due numeri viene presentata una breve storiella dedicata ai personaggi e alle trasmissioni televisive dell’epoca, ma sembra che gli autori non sapessero ancora bene come gestire queste derive multimediali, e graficamente si tratta delle parti meno nobili della rivista.
Sono rimasto stupito nel vedere che il formato non è il canonico 17x24 delle riviste popolari ma un ben più piccolo 12x18 o giù di lì, praticamente un tascabile. Ogni numero consta di 60 pagine (oltre alla copertina, chiaramente) che sono numerate da 3 a 62. Le riviste ovviamente sono spillate. Si tratta di proposte “tutto fumetto” in cui i redazionali sono ridotti al minimo e anche la pubblicità è quasi assente. I colori non sempre sono disprezzabili, ma la qualità di stampa in alcune pagine è visibilmente carente, a testimonianza dell’uso che si faceva all’epoca (e fino a non moltissimo tempo fa) della stampa col metodo rotocalco, d’altra parte quasi obbligata per le tirature stratosferiche che avevano queste riviste all’epoca.
Ma vediamole nel dettaglio:

venerdì 11 agosto 2017

Perchè spendere di più per Nes e Snes Classic edition? Retrogaming in tv a poco prezzo La console Android Emtec Gem BOx****


Premetto che l'ho presa soltanto perchè su Amazon costa veramente poco, 44 €. Direte voi ma a meno non posso prendere un boxettino cinese senza marca? Si ma spesso quei cosi lì non hanno il bluetooth e ti devi "attaccare al cavo" ;-) del Gamepad. L'Emtec Gem Box si può considerare un piccolo fallimento, la sua funzione principale dovrebbe essere l'utilizzo del servizio di game streaming Gamefly, cosa che non ho potuto testare perchè il software esige che internet sia cablata. Io ho un ottima Fibra wi fi che mi va a 70 mega al secondo e Gamefly diceva che non era adeguata. Disinstallo Gamefly. 

mercoledì 9 agosto 2017

Dylan Dog n.356 " La macchina umana" aprile 2016 SBE*****


Sarà che da buon travet mi è facile immedesimarmi nella storia ma posso affermare che non leggevo un Dylan così Dylan da almeno vent'anni.
Il Dylan Dog metafisico, obliquo, che non combatteva soltanto gli zombies ma anche le menzogne morali, che ci "apriva gli occhi" con gentilezza, non come i dementi che gridano sulla tastiera "sveglia" e fanno le rivoluzioni a parole sui sui social.

lunedì 7 agosto 2017

non si chiude più.


Perchè?
Praticamente ho notato che Retronika ha quintuplicato le visite e non a causa del mio post sulla chiusura (che non è stato letto tantissimo) ma, credo,grazie ad una mia maggiore presenza sui social (ebbene sì).
Si riparte allora...con i miei pigrissimi tempi però e con qualche cambiamento d'indirizzo.
Rimetto i commenti senza captcha (mi premurerò di controllarli di più).
La coerenza è la virtù dei morti.


mercoledì 14 giugno 2017

Disney e Schulz sul Vernacoliere


Ve lo ricordate questo post qui?
Il caro Filippo Tattini, dalla lontana Cina, ha scovato altra roba del buon Federico Maria Sardelli.
Filippo scrive:
Ricordo qualche anno fa avevi fatto un post sulle parodie disneyane del Sardelli, pubblicate sul Vernacoliere. Qui ti allego tutte le strisce che aveva creato all’epoca (tra il dicembre 1988 e il Marzo 1989) eccetto la tavola che avevi gia’ pubblicato te. In queste strisce non si raggiunge il livello della tavola che avevi postato (dove il Sardelli era arrivato anche a usare i retini come faceva Gottfredson), ma si tratta pur sempre di una prova notevole.

venerdì 26 maggio 2017

Il Grande Blek 11 - L'antro dell'impossibile


Il Grande Blek è un personaggio che non mi ha mai catturato, ma gli albetti di Sciuscià e Il Piccolo Sceriffo che ho rinvenuto dal mio rigattiere di fiducia erano prossimi all’implosione e quindi alla fine ho deciso di prendere questo, che oltre alla copertina staccata e a segni di umidità presenta solo una firma con cui uno dei precedenti proprietari ha siglato la prima striscia. In effetti leggendo queste 32 strisce posso capire perché Blek Macigno avesse tanto successo e sia ancora ricordato e ristampato.
Senza uno straccio di riassunto, entriamo subito nel cuore dell’azione: il professor Occultis e Roddy, le “spalle” di Blek, sono «prigionieri di un essere irreale che comanda ad una ciurma invisibile in una grotta ancor più irreale di lui», per usare le parole del professore.

lunedì 22 maggio 2017

Palmanova The Games Fortress | 30 giugno-02 luglio 2017


COMUNICATO AREA FUMETTO

L’area fumetto del Festival “Palmanova The Games Fortress” intende essere spazio dedicato alla comprensione del linguaggio del fumetto nelle sue molteplici forme e rappresentazioni.

La sezione dedicata è immaginata come evento culturale di riflessione sulle potezionalità del fumetto quale forma di scrittura dalle peculiarità assolutamente proprie ed indipendenti, ma allo stesso tempo quale strumento importante all’interno dei processi di valorizzazione di luoghi o di comunicazione di specifiche proposte imprenditoriali.

“The Games Fortress” non sarà dunque solo sede di un evento di genere, ma occasione di incontro tra operatori del settore e tra questi ultimi e l’imprenditorialità non solo locale, alfine di permettere la maturazione di strategie comuni di valorizzazione di un’area geografica e culturale specifica di cui Palmanova risulta essere centro storicamente riconosciuto.
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