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mercoledì 22 marzo 2017

Quando Nonna Abelarda incontrò Satana...ovvero come sarebbe stato Geppo disegnato da Tiberio Colantuoni?


Abelarda decide di concedersi un'avventura interplanetaria e si costruisce nel giardino di casa un razzo (a suo dire meraviglioso). Appena avviato, però, il razzo resta fermo scaraventando la vecchia verso il basso... Lei crede di essere giunta su un lontano pianeta ma, dopo essere stata legata con delle catene che neppure lei è in grado di rompere, viene condotta al cospetto di Satana, dove le è finalmente chiaro di essere scesa all'inferno. Satana intende tenere Abelarda con sé, dato che ostacola continuamente le malefatte di Nik e Nok, delle cui anime si dichiara proprietario, ma lei riesce a liberarsi facendosi martellare il callo del piede, dal cui dolore riesce a strappare le catene, pestare Satana e tornare in superficie.

Riparato il razzo, si accorge che la sua partenza darebbe via libera a Nik e Nok, così decide di portarseli nello spazio, dando loro appuntamento al mattino dopo. I due pensano piuttosto a rapinare la banca e rubare il razzo per darsi alla fuga.



Raggiunto il centro spaziale, Abelarda può seguire la rotta dei due malfattori, che precipitano nel deserto, quindi s'incarica di andarli a recuperare ma, anziché affidarli alla giustizia, li lancia sottoterra, da Satana (proprio una nonna-trivella)!

Dopo avere restituito il denaro rubato, Abelarda torna all'inferno per riportare in superficie Nik e Nok dove l'attende un'inaudita sorpresa.





Chicca reperita e recensita da Gaspare Pero su  Bongo 4 del 1971

5 commenti:

  1. Mi ricorda certi film o telefilm fantascientifici dove il protagonista si sveglia, ritrova il suo mondo abituale ma a poco a poco nota piccoli cambiamenti...Satana e i diavoli un po' diversi dai "nostri", appunto...

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    1. Evidentemente gli autori Bianconi seguivano "Ai confini della realtà"... :)

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    2. Eh eh, potrebbe pure darsi, all'epoca era un vero cult, ancora più di oggi...

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